buon giorno,
sono Lorella da torino vorrei sapere se avete notizie più approfondite sull'orticaria gigante.
sono stata ricoverata nell'arco di 10 anni 4 volte nell'ospedale specializzato per queste malattie di Torino e non sono venuti a capo di niente.
grazie, Lorella
Cara Lorella,
Dal punto di vista medico si sa che si tratta di una iperreazione delle mastcellule (sottocutanee e sottomucotiche) del sistema immunitario a uno stimolo individuale, ogni tanto difficile da scoprire. E' un lavoro da detective!
* vedi anche: it.Wiki:Orticaria
* dettagli vedi: pforster:Allergie
Fisiopatologia:
La liberazione di istamina da mastcellule (e/o altri ormoni tessutali) induce un allargamento di venule postcapiillari e un aumento di duttilità dei capillari. Questo causa edemi (flittene, pomfi) e prurito.
L'attivazione di mastcellule può essere causata da:
* meccanismi fisici: acqua, pressione, freddo, caldo, luce
* meccanismi allergici: tipo allergia da reazione anafilattica mediata da IgE verso diverse sostanze (spesso "naturali", ma anche sintetiche)
* fenomeni di intolleranza: acetilsalicilati e altri medicamenti, coloranti, conservanti
* ev. associati a infezioni virali (più raramente batteriali)
In caso di estesa e forte orticaria c'è il rischio di choc anafilattico. Primo e pronto soccorso: Adrenalina!
Terapia accademica
* identificare ed evitare la causa
* sintomaticamente: antiistaminici (inibitori di di ricettori istaminici H1), ev. glucocorticoidi
Terapia popolare
* Identificare ed evitare la causa. Fattibile solo dal paziente stesso in collaborazione con una persona esperta.
* Antiistaminici come Calcio orale, Ol. Nigellae sat., Ol. Oenotherae orale e topico
Le terapie popolari sono simili a quelle usate per altre allergie (dermiche, mucotiche, intestinali), con l'aggiunta di incenso in quanto potente antiedematico.
Buona fortuna nella ricerca del movente e che non capiti più!
8=)__Peter
mercoledì, febbraio 22, 2006
mercoledì, febbraio 01, 2006
Traduzione di Web Pages con AltaVista BabelFish
Cara ***,
Brigitte mi ha chiesto di tradurti una WebPage, perché ti interessava. Visto che il procedimento è molto semplice, ti spiego come devi procedere. 8=)__
Per tradurre delle pagine Web fai capo al servizio di traduzione Altavista Babelfish: http://world.altavista.com/. Poi:
* infili l'indirizzo della WebPage da tradurre nella casella prevista; come esempio ho scelto http://www.enchanted.co.uk/.
* scegli lingua d'origine => lingua desiderata: p.es. dall'inglese in italiano
* clicchi "Traduci"
* ti appare la pagina: "originale" come formattazione, ma con i testi mal tradotti in "italiano" ma per lo meno comprensibili.
N.B.
* Questa pagina la puoi stampare e/o salvare come file del Browser (.webarchive).
* Se sei sulla HomePage tradotta di AltavistaBabelFish, puoi andare avanti a "surfare" come su qualsiasi pagina: quelle raggiungibili da questo sito sono "tradotte" automaticamente e le puoi, se ti interessano, stampare o salvare (sempre come .webarchive).
Questo è tutto. Semplice, vero?
Ti abbraccio
Peter
Brigitte mi ha chiesto di tradurti una WebPage, perché ti interessava. Visto che il procedimento è molto semplice, ti spiego come devi procedere. 8=)__
Per tradurre delle pagine Web fai capo al servizio di traduzione Altavista Babelfish: http://world.altavista.com/. Poi:
* infili l'indirizzo della WebPage da tradurre nella casella prevista; come esempio ho scelto http://www.enchanted.co.uk/.
* scegli lingua d'origine => lingua desiderata: p.es. dall'inglese in italiano
* clicchi "Traduci"
* ti appare la pagina: "originale" come formattazione, ma con i testi mal tradotti in "italiano" ma per lo meno comprensibili.
N.B.
* Questa pagina la puoi stampare e/o salvare come file del Browser (.webarchive).
* Se sei sulla HomePage tradotta di AltavistaBabelFish, puoi andare avanti a "surfare" come su qualsiasi pagina: quelle raggiungibili da questo sito sono "tradotte" automaticamente e le puoi, se ti interessano, stampare o salvare (sempre come .webarchive).
Questo è tutto. Semplice, vero?
Ti abbraccio
Peter
sabato, gennaio 14, 2006
Trasporto intracellulare di neurotrasmettitori
il file "formalizzato" si trova qui
Caro Peter,
... Sto facendo ricerche per i miei studi sulle implicazioni neuroendocrine del citoscheletro ... . Vorrei sapere se per cortesia potrebbe fornirmi delle indicazioni sul tema della mia richiesta. ...
Tiziana
Cara Tiziana,
non essendo biologo so poco sul tema. Ma mi ricordo, che una parte dei microtubuli svolge funzioni di trasporto attivo per frammenti di membrane e per vescicole tra l'apparato del Golgi e la membrana cellulare.
In neuroni, questa funzione è di primordiale importanza per il trasporto intracellulare di neurotrasmettitori:
Sulla regolazione di questo meccanismo non mi ricordo o non si sa ancora.
Ipotizzo, che lo stesso segnale che provoca la sintetizzazione di neurotrasmettitori provochi anche la sintetizzazione di microtubuli (neurotrasmettitore ai dendriti entranti => DNA => RNAmicrotubulare => ribosomi => microtubuli).
Un sospetto alternativo sarebbe un feed back dal bottone sinaptico al pericardio a regolare la sintesi di microtubuli. E' molto meno probabile della ipotesi per vari ragionamenti: p.es. ci sarebbe un'assuefazione ad inibitori di riassorbimento di serotonina, che quanto a me noto non è mai stato osservato.
Per chiarire un po le mie idee, mi sono fatto un primitivo modello sul tema. Forse Le serve.
Sull'interazione tra neurotrasmettitori e altre microfibrille dello citoscheletro (di struttura, di movimento, ..) non ho la più pallida idea. E anche le spiegazioni sopra probabilmente le serviranno ben' poco; visto che si sta specializzando nel ramo, saranno banalità per Lei.
Buona fortuna e tanto successo. Peter 8=)_
Bibliografia: Harvey Lodish et al.: Molecular cell biology; de Gruyter 1996
cap. 23.4: Kinesina, Dyneina e trasporto intracellulare
Caro Peter,
... Sto facendo ricerche per i miei studi sulle implicazioni neuroendocrine del citoscheletro ... . Vorrei sapere se per cortesia potrebbe fornirmi delle indicazioni sul tema della mia richiesta. ...
Tiziana
Cara Tiziana,
non essendo biologo so poco sul tema. Ma mi ricordo, che una parte dei microtubuli svolge funzioni di trasporto attivo per frammenti di membrane e per vescicole tra l'apparato del Golgi e la membrana cellulare.
In neuroni, questa funzione è di primordiale importanza per il trasporto intracellulare di neurotrasmettitori:
- * I neurotrasmettitori vengono sintetizzati dai ribosomi, completati nel reticolo endoplasmatico e imballati in vescicole nell'apparato del Golgi. Tutto vicino al nucleo cellulare (pericardio).
* Le vescicole cariche di neurotrasmettitore scaricano quest'ultimi al bottone sinaptico nella sinapsi, molto distante dal loro posto di produzione (in motoneuroni fino a 1 metro di distanza).
* Dei microtubuli anterogradi fanno il trasporto delle vescicole tra pericardio e bottone sinaptico con una velocità di 3 ... 4.5 µm/s corrispondente a 250 ... 400 mm/d (Brady & Lasek, Methods in Cell, Biol. 25: 365, 1982).
Sulla regolazione di questo meccanismo non mi ricordo o non si sa ancora.
Ipotizzo, che lo stesso segnale che provoca la sintetizzazione di neurotrasmettitori provochi anche la sintetizzazione di microtubuli (neurotrasmettitore ai dendriti entranti => DNA => RNAmicrotubulare => ribosomi => microtubuli).
Un sospetto alternativo sarebbe un feed back dal bottone sinaptico al pericardio a regolare la sintesi di microtubuli. E' molto meno probabile della ipotesi per vari ragionamenti: p.es. ci sarebbe un'assuefazione ad inibitori di riassorbimento di serotonina, che quanto a me noto non è mai stato osservato.
Per chiarire un po le mie idee, mi sono fatto un primitivo modello sul tema. Forse Le serve.
Sull'interazione tra neurotrasmettitori e altre microfibrille dello citoscheletro (di struttura, di movimento, ..) non ho la più pallida idea. E anche le spiegazioni sopra probabilmente le serviranno ben' poco; visto che si sta specializzando nel ramo, saranno banalità per Lei.
Buona fortuna e tanto successo. Peter 8=)_
Bibliografia: Harvey Lodish et al.: Molecular cell biology; de Gruyter 1996
cap. 23.4: Kinesina, Dyneina e trasporto intracellulare
lunedì, novembre 14, 2005
Glutammato*, uso ortomolecolare
Buongiorno Peter, mi permetto chiederle un consiglio ortomolecolare,
Uomo 36 anni BMI 23,1 analisi ortomolecolare Rango I° B6,Mg II° B1,B3,GLU III° B12,Zn,Fe
Incidenza 30% Glu, 26% Na, 25%Tre, 22% B1,B3,Mg,Boro
Attualmente la persona prende del lievito medicinale (Burgerstein Primärhefe) 6 grammi al mattino, 1 compressa di Magnesium-Sandoz (243 mg di magnesio ). E circa 4 gr di olio di pesce (Bianca).
Tiene un "diario dietetico" cosi da essere sicuri che copra giornalmente i fabbisogni minimi di proteine, carboidrati e lipidi.
Ottima preparazione. 8=)_
La persona indica (presumo) "sintomi" di mal assorbimento intestinale (capelli e pelle secca, stanchezza, ecc.).
I classici sintomi di mal assorbimento sono diarrea, digestione difficile ecc. I sintomi di pelle e capelli secchi di solito sono dovuti a scarso consumo lipidico. La stanchezza può avere tantissime cause. In questo caso mi sembra più probabile un sintomo di ansia e preoccupazione.
Ha notato dopo essersi sottoposto ad una seduta di idrocolonterapia un netto miglioramento nei primi giorni,ma dopo circa una settimana i sintomi si ripresentano.
La persona ha una tendenza agli stati di ansia, ed eccessive preocupazzioni.
E' spesso così in disturbi psicosomatici: tutte le terapie attaccano - per una settimana o due. Certi sintomi possono anche sparire completamente - e si presentano altri. Prima che la situazione diventi grave, conviene forse di cercare il consiglio (suo cliente) di un psichiatra.
Ho letto nel compendium della Burgerstein che la Glutamina ha una relazione con l'intestino (crasso o tenue) e aiuta in caso di stati ansiosi, pensavo di consigliare un assunzione giornaliera di Glutamina, crede che possa essere d'aiuto? Se si in che forma e a quali dosaggi? (tra i 2 e i 12 gr consigliati giornalmente).
Può provare. Molto probabilmente serve (secondo l'anamnesi ortomolecolare). Basta accertarsi, che la persona non è ipersensibile al glutammato (malessere dopo aver mangiato in un ristorante cinese?) Comincerei con ca. 2 gr al dì, aumentando la dose fino a 6 gr, se lo sopporta bene. Inoltre controllerei il consumo di sale (sembra basso il sodio).
Malauguratamente ho poca esperienza con il glutammato. Le consiglio quindi di consultarsi con un bravo farmacista: p.es. dott. Luca Milesi, Farmacia San Provino, Agno: URL
Ho letto anche che l'olio di merluzzo inibisce l'assunzione del Magnesio, forse é meglio sospendere momentaneamente l'assunzione dell'olio di pesce?
Non è necessario. Basta non prenderle assieme: direi l'olio la mattina o a mezzogiorno, il magnesio la sera (perché calma e fa dormire bene).
Saluti e grazie Aron.
Siti utili:
*RAI: Il glutammato fa male?
*UNIBO: I segnali chimici che si scambiano le cellule
*SIF: recettori nativi per il glutammato
*UNIFI: Recettori metabotropi al glutammato
Saluti collegiali e buon successo. Peter
(spostato da "Novità")
* L'acido glutammico è uno degli amminoacidi essenziali per l'uomo. Si trova in piccole dosi in tante proteine. Il suo sale, il glutammato viene usato nelle arti culinarie cinesi e nell'industria alimentare come "amplificatore" di gusto.
sabato, ottobre 29, 2005
Perdità di capelli
Bianca mi fa notare che ha parecchio successo con due rimedi contro la perdita di capelli (se non é causata da squilibri ormonali o malattie). Li usiamo da molti anni.
Il primo è sistemico e si rivolge al metabolismo, il secondo è un'applicazione topica:
1) Rp. Anticaduta capelli (rc. 4295)
Tinct. Galii aparines
Tinct. Lapathi acuti
Tinct. Bardanae
Tinct. Trifolii umbri
Tinct. Urticae aa ad 200
D.S. Dopo i pasti ingerire 2 ml la mattina e 2 ml la sera in un po'
d'acqua tiepida.
2) Rp. Rinforzante capelli (rc. 0090)
Aeth. Rosmarini
Aeth. Limonis
Aeth. Salviae
Aeth. Lauri nobilis aa 1
Aeth. Chamomillae gtt. X
Ol. Tritici
Ol. Oenotherae aa ad 50
D.S. A luna crescente fare un impacco con un cucchiaino da tè della miscela
emulsionata con un tuorlo (lasciare l'applicazione ca. 20 minuti al caldo).
Risciacquare con birra.
Chi ha problemi a leggere ricette: Abbreviazioni in ricette e Formalismo in ricette!
mercoledì, ottobre 26, 2005
Integratori alimentari: Testi sul sito
Ultimamente ho raggruppato testi, moduli e tabelle del nostro sito concernenti gli "Integratori alimentari"per rendere più celere il lavoro a chi é interessato al tema.
Ecco la lista ( .xls => Excel; .pdf => Acrobat):
* Dispensa: Nutriterapia ortomolecolare PTO 2 * .pdf
* Tabella: Funzioni di integratori alimentari PTO 2.4.1 * .xls * .pdf
* Tabella: Dosi di integratori alimentari PTO 2.4.2 * .xls * .pdf
* Tabella: Anamnesi (repertorio) integratori PTO 2.4.3 * .xls * .pdf
* Modulo: Anamnesi integratori * .xls * .pdf
* Dispensa: Psicoterapia ortomolecolare PTO 4 * .pdf
* Tabella: Anamnesi (repertorio) psico-ortomolecolare * .pdf
* Tabella : Micronutrienti psico-ortomolecolari * .pdf
Il tema è didatticamente trattato nei seguenti incontri:
* Analisi ortomolecolare NAD 14
* Dietetica elementare DT 1
* Dietetica in disturbi metabolici DT 2
* Nozioni dietetiche MmP 13
* Regolazione vegetativa MmP 20
lunedì, ottobre 24, 2005
Medicina popolare e psicologia
Uno studente "novello" richiede un rinforzo di temi psicologici.
Nella medicina popolare sono inseparabilmente intrecciati temi biologici, psicologici e sociali. La distinzione è un modernismo dettato da esigenze didattiche e di specializzazione. Questo non è nell'interesse del paziente, ma del terapista, e quindi non diamo corda a questa classificazione.
Ci siamo invece dati da fare per includere in tutti temi, degli aspetti sia di aspetto biologico, sociale e psichico, indistintamente. Secondo il tema prevale più uno dell'altro.
Di seguito un piccolo elenco di testi che hanno una predominanza psicosociale:
Per entrare nel tema occorre un modello che metta in relazione la psicologia umana con la sua parte biologica e la sua parte sociale:
* L'uomo tra natura e società MmP 1.3
* Modelli di funzioni psichiche SdS 1
Come terapisti abbiamo anzitutto un approccio comportamentale (deontologico) al tema:
* Morale ede etica professionale MmP 4.3
* Morale ed etica professionale MN 2.3
* Giuramento di Ippocrate SdS 4
* Metodi di Terapie alternative: Introduzione (quaderno A5 da Bianca)
Per capire meglio delle espressioni psicosociali problematiche bisogna capire qualcosa di psicopatologia:
* Psicopatologia PTO 3
* Società e distress cronico MmP 8.2
* Psicopatologia e malattie psicosomatiche MmP 8.3
* L'organismo umano e dolori MmP 8.4
* Psicosomatica MN 4.5
Su livello biologico in psicologia sono coinvolti maggiormente i sistemi metabolici, ormonali e nervosi:
* Patologia metabolica e alimentare
* Patologia ormonale MmP 18.2
* Disordini del sistema endocrino PT 3.3
* Malattie del sistema nervoso centrale MmP 19.2
* Malattie del sistema nervoso periferico MmP 19.3
* Malattie neurovegetative MmP 19.4
* Neurovegetativo e psicosomatica MmP 20.4
* Malattie del sistema nervoso PT 3.1
* Istaminosi SdS 20
* Psicosomatica SdS 20
Nel lavoro pratico è coinvolto maggiormente l'anamnesi (discorsiva):
* Anamnesi e documentazione MmP 3.2
* Anamnesi e documentazione MN 3.3
* Anamnesi Psico-ortomolecolare SdS 20
* Anamnesi: allenamento all'autonomia
Terapeuticamente sono coinvolti diverse tecniche naturopatiche. L'introduzione e diverse tecniche minori (p.es. Callahan, Grossarth, ... ) si trovano su:
* Elementi di psicoterapia PTO 1
Tipicamente naturopatiche sono degli approcci metabolici:
* Terapia ortomolecolare PTO 4
* Psicoterapia ortomolecolare SdS 20
* Nutriterapia ortomolecolare PTO 2
Salutoni e buon proseguimento di studio. 8=)_Peter
martedì, ottobre 18, 2005
Genu varus / valgus in bambini
Oggi un padre mi ha chiesto se il fatto che il suo figliolo presentasse delle gambe a X (genu valgus)
fosse normale.
Gli ho risposto, che se si presenta in modo simmetrico e entro certi limiti (ca. 15 gradi) é assolutamente normale (fisiologico). I neonati hanno un genu varus (a O) che poi si normalizza. Circa dopo due anni, le gambe sono dritte.
Poi si spostano in geometria "valgus" fino a ca. 15 gradi. Statisticamente si raggiunge il massimo tra i 3 e i 4 anni. Poi torna lentamente verso il "dritto", (leggero valgus di ca. 5 gradi) intorno i 7 e 12 anni. (secondo Salenius & Vankka / Netter: Orthopädie, Thieme 2001)
venerdì, ottobre 07, 2005
Rimozione di muco dal colon
Uno studente mi ha posto le seguenti domande. Le pubblico con la risposta, perché penso sia di comune interesse:

Buonasera Peter,
mi permetto di scriverle per chiederle un consiglio per la rimozione di muco dal colon:
Ho trovato in internet dei siti dove indicano i cibi da evitare (in modo
particolare sconsigliano un eccesso di amidi), inoltre suggeriscono cibi che aiutano alla rimozione del muco (Fichi,spinaci crudi, ecc.) un sito consigliava l'utilizzo del Olmo (Ulmus Fulva) ma non ho compreso in che forma si assume? Si consiglia anche al mattino di bere 1/2 bicchiere di acqua tiepida con 1/2 limone. Inoltre viene sempre consigliata almeno una seduta di idrocolonterapia.
Lei potrebbe consigliarmi un qualche rimedio naturopatico per la rimozione
del muco dal colon ?
La ringrazio, saluti ...

Caro ...
Il muco del colon (come il muco di tutte le mucose) è essenziale per il suo regolare funzionamento:
* consiste in mucopolisaccaridi (una spece di zuccheri non digeribili
nei quali sono sciolti enzimi digestivi) che formano il substrato della flora intestinale (si trovano p.es., in grande quantità, in estratti di conchiglie dal labbro verde).
* I mucopolisaccharidi ed enzimi sono continuamente prodotti dalle cellule epiteliali della mucosa, sicuramente non per sbaglio dell'inventore né perché le cellule non hanno meglio da fare.
* Il muco serve a proteggere le delicate cellule epiteliali contro l'abrasione e si mescola parzialmente con la pappa digestiva rendendola scivolosa (nel crasso viene riciclata l'acqua e quindi aumenta la consistenza).
* la flora intestinale si istaura durate le prime ore di vita con germi pionieri (p.es. B. Escherichia coli), poi seguono una riccha flora batteriale e micotica, che formano il biotopo dell'intestino crasso. Entrano e variano con il cibo. La maggior parte è indispensabile per digerire regolarmente.
In internet ognuno può scrivere le proprie idee fisse ma dovrebbe rendersi conto che qualche lezione basilare di fisiologia digestiva gli farebbe comodo. Fortunatamente le ricette e proposte terapeutiche propinate non servono, perché se con loro fosse possibile eliminare il muco (lo potrebbero fare forse dei detersivi e sicuramente la candeggina), il povero paziente lascerebbe presto questo bel mondo).
I consigli dietetici citati sono tutti blandi e non creano disagi, nè particolari effetti, consumati in dosi ragionevoli. La idrocolonterapia può servire per costipazioni croniche, ma ci sono altri strumenti meno costosi atti a questo scopo.
Buon divertimento ancora nel surfing e cari saluti
Peter


muco
Buonasera Peter,
mi permetto di scriverle per chiederle un consiglio per la rimozione di muco dal colon:
Ho trovato in internet dei siti dove indicano i cibi da evitare (in modo
particolare sconsigliano un eccesso di amidi), inoltre suggeriscono cibi che aiutano alla rimozione del muco (Fichi,spinaci crudi, ecc.) un sito consigliava l'utilizzo del Olmo (Ulmus Fulva) ma non ho compreso in che forma si assume? Si consiglia anche al mattino di bere 1/2 bicchiere di acqua tiepida con 1/2 limone. Inoltre viene sempre consigliata almeno una seduta di idrocolonterapia.
Lei potrebbe consigliarmi un qualche rimedio naturopatico per la rimozione
del muco dal colon ?
La ringrazio, saluti ...

Colon (intestino crasso)
Caro ...
Il muco del colon (come il muco di tutte le mucose) è essenziale per il suo regolare funzionamento:
* consiste in mucopolisaccaridi (una spece di zuccheri non digeribili
nei quali sono sciolti enzimi digestivi) che formano il substrato della flora intestinale (si trovano p.es., in grande quantità, in estratti di conchiglie dal labbro verde).
* I mucopolisaccharidi ed enzimi sono continuamente prodotti dalle cellule epiteliali della mucosa, sicuramente non per sbaglio dell'inventore né perché le cellule non hanno meglio da fare.
* Il muco serve a proteggere le delicate cellule epiteliali contro l'abrasione e si mescola parzialmente con la pappa digestiva rendendola scivolosa (nel crasso viene riciclata l'acqua e quindi aumenta la consistenza).
* la flora intestinale si istaura durate le prime ore di vita con germi pionieri (p.es. B. Escherichia coli), poi seguono una riccha flora batteriale e micotica, che formano il biotopo dell'intestino crasso. Entrano e variano con il cibo. La maggior parte è indispensabile per digerire regolarmente.
In internet ognuno può scrivere le proprie idee fisse ma dovrebbe rendersi conto che qualche lezione basilare di fisiologia digestiva gli farebbe comodo. Fortunatamente le ricette e proposte terapeutiche propinate non servono, perché se con loro fosse possibile eliminare il muco (lo potrebbero fare forse dei detersivi e sicuramente la candeggina), il povero paziente lascerebbe presto questo bel mondo).
I consigli dietetici citati sono tutti blandi e non creano disagi, nè particolari effetti, consumati in dosi ragionevoli. La idrocolonterapia può servire per costipazioni croniche, ma ci sono altri strumenti meno costosi atti a questo scopo.
Buon divertimento ancora nel surfing e cari saluti
Peter

Colonscopia
venerdì, giugno 17, 2005
Epatite C: proseguimento
(vedi anche Nov.22_04 & Apr.17_05)

Ca. due mesi dopo l'aggiunta di olio di pesce alla prescrizione fitoterapica, i valori hanno di nuovo migliorati, in modo che il medico si distanzia al momento di una cura con interferone. Ecco i risultati: Esempio cura di epatite C
Peter Forster

Ca. due mesi dopo l'aggiunta di olio di pesce alla prescrizione fitoterapica, i valori hanno di nuovo migliorati, in modo che il medico si distanzia al momento di una cura con interferone. Ecco i risultati: Esempio cura di epatite C
Peter Forster
martedì, maggio 17, 2005
Studio autodidattico
di medicina popolare
Una mia studentessa dopo un mese di studio autodidattico mi ha scritto le seguenti righe sulla sua sistematica di studio:
Alcune riflessioni sul procedimento dello studio come autodidatta:
* Ora - lezione (45 minuti giornalmente). Ho notato che al momento ? il tempo massimo di concentrazione sul tema.
* 5 min. per iniziare, ripresa di quanto visto (sono visiva e meno uditiva) in precedenza.
* 35-40 min. nuovi contenuti da apprendere evtl. schema per visualizzare (se sono visiva) la rete di nozioni, le associazioni, i funzionamenti ecc.
* letture documentazione
* 5 min. sintesi sotto forma di punti principali di quanto appreso (per iscritto) ricapitolazione finale (sintesi). Evtl. schemi spiegando i funzionamenti
* domande da pormi alla fine dell'ora di studio (sintesi)
Ho pensato che suddette riflessioni potrebbero servirti per altri studenti.
Consiglio anche di consultare i seguenti testi:
* Tecniche e metodi di studio
* Consigli sullo studio
* Corso autodidattico di materia medica popolare
Una mia studentessa dopo un mese di studio autodidattico mi ha scritto le seguenti righe sulla sua sistematica di studio:
Alcune riflessioni sul procedimento dello studio come autodidatta:
* Ora - lezione (45 minuti giornalmente). Ho notato che al momento ? il tempo massimo di concentrazione sul tema.
* 5 min. per iniziare, ripresa di quanto visto (sono visiva e meno uditiva) in precedenza.
* 35-40 min. nuovi contenuti da apprendere evtl. schema per visualizzare (se sono visiva) la rete di nozioni, le associazioni, i funzionamenti ecc.
* letture documentazione
* 5 min. sintesi sotto forma di punti principali di quanto appreso (per iscritto) ricapitolazione finale (sintesi). Evtl. schemi spiegando i funzionamenti
* domande da pormi alla fine dell'ora di studio (sintesi)
Ho pensato che suddette riflessioni potrebbero servirti per altri studenti.
Consiglio anche di consultare i seguenti testi:
* Tecniche e metodi di studio
* Consigli sullo studio
* Corso autodidattico di materia medica popolare
martedì, maggio 03, 2005
Febbre e impacchi ai polpacci
Ho ricevuto la seguente richiesta da una mamma con un bimbo che soffriva di una infezione batteriale con febbre. Ritenendolo di comune interesse e con l'accordo della mamma lo pubblico qui:
caro Peter,
come ti avevo già accennato, ho un problema con gli impacchi ai polpacci per fare scendere la febbre. Raphael aveva 39,1 di febbre e non stava bene. Ho fatto allora gli impacchi come descritto (i piedi e le mani erano caldi e cambiavo gli impacchi ogni 8-10 minuti). Dopo 30 minuti, Raphael aveva 38,5 e dopo altri 35-40 minuti la febbre è risalita a 38,9. Come mai? Ho sbagliato qualcosa? Ho fatto troppo a lungo? In ogni caso, dopo 3 ore la febbre è scesa e poi scomparsa.
Oggi, Raphael ha 40,4. Ho di nuovo fatto gli impacchi e dopo 15 minuti Raphael aveva 40,3. Dopo un'altra mezz'ora la febbre invece di scendere è salita a 40,5. Ho smesso, Raphael ha dormito e dopo 2 ore e mezza la febbre è scesa a 39,8. Come mai? è possibile che l'effetto degli impacchi avvenga più tardi?
Tanti cari saluti
Tiziana
Cara Tiziana,
Per capire bene come funzionano gli impacchi ai polpacci per regolare la febbre, bisogna studiare le relazioni tra produzione e dispersione di calore e percorso della temperatura. Per la risposta concreta alle Tue domande guardi p.f. il seguente link: Calore e temperatura
Per approfondire il discorso della febbre e sulle malattie infettive ti consiglio la consultazione delle seguenti pagine:
* Regolazione di temperatura corporea MmP 9.3
* Tessuti e malattie tessutali MmP 7
* Cura di malattie infettive MmP 7.1
* Dispensa: Generalità sulle malattie infettive PT 1.1
* Pediatria PD 1: Dal neonato al fanciullo
* Pediatria PD 1.3: Febbre e brividi
* Dispensa: Febbre e brividi
Buona fortuna
Peter
caro Peter,
come ti avevo già accennato, ho un problema con gli impacchi ai polpacci per fare scendere la febbre. Raphael aveva 39,1 di febbre e non stava bene. Ho fatto allora gli impacchi come descritto (i piedi e le mani erano caldi e cambiavo gli impacchi ogni 8-10 minuti). Dopo 30 minuti, Raphael aveva 38,5 e dopo altri 35-40 minuti la febbre è risalita a 38,9. Come mai? Ho sbagliato qualcosa? Ho fatto troppo a lungo? In ogni caso, dopo 3 ore la febbre è scesa e poi scomparsa.
Oggi, Raphael ha 40,4. Ho di nuovo fatto gli impacchi e dopo 15 minuti Raphael aveva 40,3. Dopo un'altra mezz'ora la febbre invece di scendere è salita a 40,5. Ho smesso, Raphael ha dormito e dopo 2 ore e mezza la febbre è scesa a 39,8. Come mai? è possibile che l'effetto degli impacchi avvenga più tardi?
Tanti cari saluti
Tiziana
Cara Tiziana,
Per capire bene come funzionano gli impacchi ai polpacci per regolare la febbre, bisogna studiare le relazioni tra produzione e dispersione di calore e percorso della temperatura. Per la risposta concreta alle Tue domande guardi p.f. il seguente link: Calore e temperatura
Per approfondire il discorso della febbre e sulle malattie infettive ti consiglio la consultazione delle seguenti pagine:
* Regolazione di temperatura corporea MmP 9.3
* Tessuti e malattie tessutali MmP 7
* Cura di malattie infettive MmP 7.1
* Dispensa: Generalità sulle malattie infettive PT 1.1
* Pediatria PD 1: Dal neonato al fanciullo
* Pediatria PD 1.3: Febbre e brividi
* Dispensa: Febbre e brividi
Buona fortuna
Peter
giovedì, aprile 28, 2005
Ipoglicemia regolatoria (reattiva)
Oggi ho ricevuto le seguenti domande. Penso che siano di comune interesse.
Buonasera,
mi permetto chiederle delle informazioni sull rapporto fra l'insulina e l'assorbimento
del glucosio:
Ho letto su un sito internet che l'insulina viene rilasciata dal pancreas
quando la glicemia raggiunge un livello circa di 7 mmol/l anche nel "Thibodeau"
ho trovato un riferimento attorno ai 7/7,5 mmol/l, mi chiedevo una persona
che segue una dieta con carboidrati complessi, prediligendo proteine e grassi, avrÃ
tendenza ad avere una glicemia bassa circa attorno ai 6,5mmol/l e quindi
produrrà poca insulina, di conseguenza mi chiedo come fanno le cellule a tirar
dentro il glucosio se non ricevono il messaggio dall' insulina? di conseguenza
un ipoglicemico avrà tendenza ad avere scarsità di glucosio nelle cellule?
Come si puo`corregere questo fatto (a condizione che sia cosi) aggiungendo
ai pasti un piccola parte di cibi con un indice glicemico alto per stimolare
la produzione di insulina ?

Mi permetto una seconda domanda,c'é un rapporto fra l'ipoglicemia regolatoria
e una scarsa produzione di bile da parte del fegato?
La ringrazio anticipatamente, saluti ____.
Riflettete bene sulle domande; sono proprio sensate. Se volete paragonare le vostre risposte con le mie: si trovano su Tutoria sulla glicemia
Buonasera,
mi permetto chiederle delle informazioni sull rapporto fra l'insulina e l'assorbimento
del glucosio:
Ho letto su un sito internet che l'insulina viene rilasciata dal pancreas
quando la glicemia raggiunge un livello circa di 7 mmol/l anche nel "Thibodeau"
ho trovato un riferimento attorno ai 7/7,5 mmol/l, mi chiedevo una persona
che segue una dieta con carboidrati complessi, prediligendo proteine e grassi, avrÃ
tendenza ad avere una glicemia bassa circa attorno ai 6,5mmol/l e quindi
produrrà poca insulina, di conseguenza mi chiedo come fanno le cellule a tirar
dentro il glucosio se non ricevono il messaggio dall' insulina? di conseguenza
un ipoglicemico avrà tendenza ad avere scarsità di glucosio nelle cellule?
Come si puo`corregere questo fatto (a condizione che sia cosi) aggiungendo
ai pasti un piccola parte di cibi con un indice glicemico alto per stimolare
la produzione di insulina ?

Mi permetto una seconda domanda,c'é un rapporto fra l'ipoglicemia regolatoria
e una scarsa produzione di bile da parte del fegato?
La ringrazio anticipatamente, saluti ____.
Riflettete bene sulle domande; sono proprio sensate. Se volete paragonare le vostre risposte con le mie: si trovano su Tutoria sulla glicemia
domenica, aprile 17, 2005
Epatite C: dopo quasi 6 mesi
Dopo quasi 6 mesi di cura, malauguratamente la situazione non si presenta più così promettente come subito dopo l'inizio della cura: le transaminasi sono di nuovo salite, anche se non più sui livelli di settembre '04.
Il cliente chiede, se è necessario di iniziare una cura all'interferono. Li consiglio di aspettare con la decisione ancora per qualche mese, visto che i risultati di biopsia e referto clinico non sono preoccupanti. Consiglio di aggiungere alla cura cui sopra:
Aggiunta Rp. Epatite C
Oleum Piscis 100
D.S. ingerire da 1 â?? 2 cucciai da tè al giorno (5 â?? 10 gr) di olio di pesce con un pasto.
Peter Forster
P.S.
Chi desidera dettagli consulti la pagina Esempio cura di epatite C
Il cliente chiede, se è necessario di iniziare una cura all'interferono. Li consiglio di aspettare con la decisione ancora per qualche mese, visto che i risultati di biopsia e referto clinico non sono preoccupanti. Consiglio di aggiungere alla cura cui sopra:
Aggiunta Rp. Epatite C
Oleum Piscis 100
D.S. ingerire da 1 â?? 2 cucciai da tè al giorno (5 â?? 10 gr) di olio di pesce con un pasto.
Peter Forster
P.S.
Chi desidera dettagli consulti la pagina Esempio cura di epatite C
martedì, novembre 23, 2004
Epatite C

Oggi ero contento. Ho ricevuto gli ultimi dati degli enzimi epatici di un mio cliente 47-enne. Soffre da tanto di un'epatite C.
Inizio settembre, suo medico ha constatato un rialzo preoccupante degli enzimi epatici (g-GT, ASAT e ALAT). Proponeva una cura di INTERFERONE per un anno.
Aveva paura il cliente degli effetti collaterali (ca. come un'influenza prolungatissima). Sua moglie mi chiese, se non c'era un rimedio naturopatico.
L'ho proposto un fitorimedio magistrale (a ricettazione individuale e a preparzione manuale) per rigenerare il fegato: da prova per un mese per esaminare se "attacca". Bianca l'ha preparato e il cliente diligentemente ingerito la "schiffezza".
Oggi ho ricevuto i risultati: Le cifre parlano da soli: i valori si sono grossolanamente dimezzati. Sono ancora alti, ma non più preoccupanti.
Speriamo tutti che il miglioramento tenga e avanzi nei prossimi mesi. Almeno si ha rigenerato parecchio il fegato nelle ultime settimane. Fra un mese si controllerà ancora.
Peter
pforster@nikko.ch
P.S.
Chi desidera dettagli consulti la pagina:
Esempio cura di epatite C
sabato, novembre 20, 2004
Guaritore o Terapista complementare?
Oggi ho ricevuto posta dell'ufficio di Sanità , Sig. Minotti. Mi conferma che posso praticare come guaritore conformemente al nuovo articolo 63 della Legge sanitaria Ticinese. Forse interessa a qualcuno la pratica, perchè al momento si sentono le più astruse teorie malgrado la Legge è molto chiaro.
Secondo le nuove disposizioni ci sono due professioni nel nostro ramo:
* Guaritori
* Terapisti complementari
I Guaritori non hanno bisogno di nessun requisito professionale formale e non possono emettere fatture (contributo volontario come le puttane)
I Terapisti complementari devono fare un'esame Cantonale
Non centrano le Casse malati, perché loro hanno proprie norme per i loro contributi complementari. Contributi obbligatori non sono previsti dalla legge per la nostra categoria.
In base a una circolare dell'ufficio di Sanità del 2 novembre ho scritto un paio di righe:
"Conferma di attività quale guaritore
Egregio Signor Minotti,
Grazie per la Sua circolare informativa del 2 novembre 2004.
…………………
Per il futuro intendo a proseguire la mia attività quale guaritore (non come terapista complementare).
……… "
La risposta del 12 novembre era:
" ……… pratica l'attività quale guaritore ………
ed effetua le seguenti prestazioni:
Naturoterapeuta (NVS) ………"
Può essere anche semplice e sbrigativa la faccenda.
Peter
Secondo le nuove disposizioni ci sono due professioni nel nostro ramo:
* Guaritori
* Terapisti complementari
I Guaritori non hanno bisogno di nessun requisito professionale formale e non possono emettere fatture (contributo volontario come le puttane)
I Terapisti complementari devono fare un'esame Cantonale
Non centrano le Casse malati, perché loro hanno proprie norme per i loro contributi complementari. Contributi obbligatori non sono previsti dalla legge per la nostra categoria.
In base a una circolare dell'ufficio di Sanità del 2 novembre ho scritto un paio di righe:
"Conferma di attività quale guaritore
Egregio Signor Minotti,
Grazie per la Sua circolare informativa del 2 novembre 2004.
…………………
Per il futuro intendo a proseguire la mia attività quale guaritore (non come terapista complementare).
……… "
La risposta del 12 novembre era:
" ……… pratica l'attività quale guaritore ………
ed effetua le seguenti prestazioni:
Naturoterapeuta (NVS) ………"
Può essere anche semplice e sbrigativa la faccenda.
Peter
sabato, novembre 06, 2004
Ulcus cruris (gambe aperte)
Un mese fa avevo una cliente con le "gambe aperte" (ulcus cruris), curate dal medico e in ospedale. Ma la ferita peggiorava. Le ho lavato la ferita con una garza imbevuta di decotto di camomilla (l'avevo in termos per berlo), ho poi messo qualche goccia di olio eterico di lavanda e coprivo tutto con pommata di zinco. Come lo faceva mia nonna. Istruivo la Signora, che se lo doveva fare giornalmente la procedura.
Si interessava della pommata, e perché avevo solo poco in giro, ne ho fatto un vasettino:
* mescolando nel mortaio 10 ml (due cucchiai da tè) di olio di Jojoba con ca. 10 gr (2 c.t.) di polvere di zinco finche era una bella pappa
* aggiungendo poi ca. 20 gr (4 c.t.) di vaselina, mescolando diventava un bell'unguento.
* alla fine aggiungevo un pò di olio eterico di Lavanda (20 gocce) come me lo aveva insegnato mia nonna levatrice.
La Signora mi chiedeva di scriverla la ricetta, che se lo poteva fare da sola. Eccola:
Rp. Ung. Zinci
Ol. Jojobae 10 (anche Nigellae, Ulivae, ...)
Zinci oxid.crudi 10
Vaselina alba 20 (anche EUTRA, altri paraffinici)
Aeth.Lavandulae gtt. XX
m.f. Ung. D.
S. spalmare sulla ferita dopo averla lavata con Decoct. Chamomillae e aver applicato qualche goccia di Aeth. Lavandulae pura.
Oggi si è presentata (dopo un mese) con la gamba che sta per guarire. Si aveva fatto la spesa degli ingredienti dal farmacista e dall'erborista (camomilla, olio di lavanda). Pagava meno della pommata finita. Era fiera del risparmio. E che una pommata alla casalinga aiutava di più di tutte le cure mediche.
Una vera adetta alla medicina popolare "fattelo da te". Ci dimentichiamo spesso, che bisogna solo farlo vedere. E che l'effetto di autogestione per persone abituate di sbrigarsi da solo delle loro facende è curativo.
Si interessava della pommata, e perché avevo solo poco in giro, ne ho fatto un vasettino:
* mescolando nel mortaio 10 ml (due cucchiai da tè) di olio di Jojoba con ca. 10 gr (2 c.t.) di polvere di zinco finche era una bella pappa
* aggiungendo poi ca. 20 gr (4 c.t.) di vaselina, mescolando diventava un bell'unguento.
* alla fine aggiungevo un pò di olio eterico di Lavanda (20 gocce) come me lo aveva insegnato mia nonna levatrice.
La Signora mi chiedeva di scriverla la ricetta, che se lo poteva fare da sola. Eccola:
Rp. Ung. Zinci
Ol. Jojobae 10 (anche Nigellae, Ulivae, ...)
Zinci oxid.crudi 10
Vaselina alba 20 (anche EUTRA, altri paraffinici)
Aeth.Lavandulae gtt. XX
m.f. Ung. D.
S. spalmare sulla ferita dopo averla lavata con Decoct. Chamomillae e aver applicato qualche goccia di Aeth. Lavandulae pura.
Oggi si è presentata (dopo un mese) con la gamba che sta per guarire. Si aveva fatto la spesa degli ingredienti dal farmacista e dall'erborista (camomilla, olio di lavanda). Pagava meno della pommata finita. Era fiera del risparmio. E che una pommata alla casalinga aiutava di più di tutte le cure mediche.
Una vera adetta alla medicina popolare "fattelo da te". Ci dimentichiamo spesso, che bisogna solo farlo vedere. E che l'effetto di autogestione per persone abituate di sbrigarsi da solo delle loro facende è curativo.
Iscriviti a:
Post (Atom)